Nel 1956, alle fine della seconda guerra mondiale, il pilota tedesco Carlheinz Schmidt venne ferito e rimase immobilizzato. A causa dell’ invalidità soggiornò a lungo a Taormina, dove lo raggiunse la moglie, per assisterlo. Su consiglio della donna che li ospitava, i coniugi Schmidt decisero di recarsi nell’ Isola di Vulcano, per provare la terapia dei fanghi termali, che si diceva facesse miracoli. La cura dei fanghi termali mostrò la sua efficacia e perciò gli Schmidt rimasero a Vulcano per ben tre anni, nel corso dei quali Carlheinz guarì completamente, tanto da prendere l’abitudine di andare a correre sul cratere del Vulcano. L’isola affascinò i due coniugi, che dopo aver trovato un pozzo con l’acqua termale vi edificarono accanto la loro casa. Tornarono in Germania, ma ormai il legame con l’isola era troppo saldo ed i ricordi si trasformavano in nostalgia, così gli Schmidt tornarono nell’Isola di Vulcano e crearono nella loro piccola casa una delle prime prime strutture alberghiere nell’Isola di Vulcano: La Pensione Schmidt, che ben presto divenne meta di turisti stranieri, principalmente tedeschi, ed ospitò molti personaggi famosi che cominciavano a scoprire il turismo alternativo negli alberghi e le pensioni delle Isole Eolie.
La casa venne poi abbandonata, cessò l’esercizio alberghiero e gli eredi degli Schmidt tornarono in Germania.
Il legame con questa terra di fuoco si è però trasmesso a Bernhard, che con la sua compagna Roswitha Henning nel 2003 ha deciso di riaprire la vecchia casa di famiglia di Vulcano, adattandola con non pochi sacrifici economici in un bed e breakfast che sorge in una zona molto tranquilla dalla quale in meno di cinque minuti si raggiunge la spiaggia delle Sabbie Nere ed il centro commerciale, ricco di giochi, divertimenti e servizi per il turismo estivo.
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